Rappresentante comune degli obbligazionisti: caratteristiche – diritto commerciale

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Il rappresentante comune degli obbligazionisti, incaricato (con la forma del mandatario) dagli obbligazionisti di tutelare gli interessi comuni. Egli ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti sia per le azioni ordinarie che in caso di amministrazione controllata, concordato preventivo, fallimento, liquidazione coatnta amministrativa e amministrazione straordinaria della società.

Le attribuzioni del rappresentante comune non precludono però la possibilità ai singoli obbligazionisti di agire individualmente nei confronti della società salvo che tali azioni individuali siano incompatibili con le deliberazioni prese all’assemblea degli obbligazionisti.

Egli deve inoltre provvedere ad eseguire le deliberazioni dell’assemblea degli obbligazionisti, assistere alle operazioni di estrazione a sorte delle obbligazioni ed ha diritto (anche se non è obbligato) ad assistere alle assemblee dei soci senza però alcun diritto di voto.

Il rappresentante comune può essere scelto anche al di fuori degli obbligazionisti…

Esso viene nominato dall’assemblea o, in mancanza, dal Tribunale su richiesta di uno o più obbligazionisti o degli amministratori della società.

Il rappresentante comune dura in carica al massimo per un triennio e può essere rieletto. Egli ha diritto ad un compenso che viene determinato dall’assemblea degli obbligazionisti, inoltre entro 30 giorni dalla notizia della sua nomina deve chiedere l’iscrizione presso il Registro delle imprese.

Non possono essere nominati rappresentanti comuni degli obbligazionisti o, se nominati, decadono:

gli amministratori della società;

i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori;

-i sindaci;

i dipendenti o consulenti continuativi della società o di società da questa controllate; coloro che hanno rapporti finanziari 0 personali con le stesse società che ne compromettano l’indipendenza; gli interdetti; gli inabilitati; i falliti e coloro che sono stati condannati ad una pena che importi l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici o l’incapacità di esercitare uffici direttivi.

Fonte: libro Manuale delle societa di capitali buffetti editore

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