Prestiti per dipendenti pubblici: tassi minori a seguito della teoria del valore

by Appunti di economia on

Il prestito per dipendenti pubblici è solitamente agevolato rispetto al prestito che può essere conceduto a normali privati: questo è dovuto più che altro all’insieme degli accordi che vengono stipulati tra istituti di credito ed enti statali, determinando in questo modo una nuova fattibilità finanziaria nei confronti del personale dipendente pubblico che si vede più facilmente tutelato e seguito nella gestione dei prestiti (ad esempio questo si vede nei prestiti inpdap). Il prestito concesso ai dipendenti pubblici segue sempre la teoria del valore temporale del denaro ovviamente (spiegata di sotto) ma trova più convenienza rispetto alle regolamentazioni non seguite da vicino dagli enti statali e quindi con i prestiti per privati.

La teoria del valore del denaro applicata ai prestiti per dipendenti pubblici

Vediamo di seguito la teoria del valore (rifacendoci al manuale di economia degli intermediari finanziari McGraw Hill) applicata ai prestiti per dipendenti pubblici:

la teoria del valore temporale del denaro (time value of money) si basa sul concetto che una somma di denaro ricevuta nel presente valga più della stessa somma ricevuta nel futuro. Poiché, infatti, una somma di denaro ricevuta oggi può essere investita, il suo valore potrà aumentare in virtù di un certo tasso di interesse o rendimento, sicché l’investitore domani potrà disporre di una somma più elevata. L’esistenza stessa del tasso di interesse (rendimento) è la prova empirica del fatto che gli individui in genere preferiscono non rinviare al futuro la loro capacità di consumo. Come compenso per il differimento del consumo (ovvero a fronte del risparmio), è quindi loro riconosciuto un tasso di interesse (che nei prestiti per dipendenti pubblici grazie al maggior potere contrattuale statale rimane più basso) da parte di coloro che intendono consumare oggi più di quanto le risorse delle quali dispongono consentano loro (utilizzatori di fondi). Tali “risparmiatori negativi” saranno disposti a pagare un tasso di interesse in quanto essi progettano di utilizzare in modo produttivo i fondi presi in prestito, al fine di guadagnare una somma ancor più elevata dell’interesse promesso ai risparmiatori (fornitori di fondi).

Il concetto del valore temporale del denaro, nello specifico, si basa sull’assunto che ogni interesse, rendimento di altro tipo, maturato su una somma di denaro investita per un certo periodo di tempo (questo ovviamente è indifferente sia per privati che per dipendenti pubblici) per esempio, due, tre, quattro, n anni) sia immediatamente reinvestito: in questo caso, si parla di interesse composto (in antitesi al concetto di interesse semplice, che invece presuppone che gli interessi maturi non siano reinvestiti).

Il concetto di valore temporale del denaro può risultare di grande utilità nella con versione dei flussi di cassa maturati durante un investimento in un valore alla scadenza. Si tratta del cosiddetto valore futuro dell’investimento (VF), e corrisponde all’interesse composto. In alternativa, il concetto di valore temporale del denaro può essere utilizzato per convertire il valore di flussi di cassa futuri nel loro rispettivo valore attuale (VA) (vale a dire denaro futuro convertito nell’equivalente valore attuale o denaro corrente). Ai fini della valutazione dei titoli, in finanza si ricorre comunemente a due tipi di calcolo del valore temporale del denaro: la valutazione di un flusso di cassa unico e la valutazione delle rendite.

Per comprendere al meglio la dinamica stessa di questo tipo di prestiti finanziari ti consigliamo di leggere la guida ai finanziamenti erogati dall’inpdap per capire meglio il funzionamento dei prestiti pubblici e visualizzare le statistiche di confronto per i prestiti inpdap; potrebbe essere utile oltre che per il tuo interesse accademico anche per avere le condizioni migliori su un eventuale prestito futuro.

Un flusso di cassa unico consiste in un pagamento in contanti in un’unica soluzione ricevuto all’inizio e alla fine dell’orizzonte temporale di un investimento (per esempio, € 100 allo scadere di cinque anni); una rendita consiste in una serie di flussi di cassa di uguale ammontare generati a intervalli regolari nell’intero orizzonte temporale di un investimento (per esempio, € 100 all’anno ricevuti ogni anno per cinque anni).

Nella pratica, le rendite possono prodursi annualmente oppure a intervalli più brevi.

Poichè quando si parla di dipendenti pubblici si parla di stipendi che sono più sicuri e difficilmente attaccabili questo significa che il rischio si abbassa nei prestiti (è così anche nei titoli di stato se ci pensate) e che quindi l’interesse richiesto debba diminuire. Si potrebbe dire che il flusso non è unico ma venga trattato parzialmente (in quanto a pagamento di interessi) come più sicuro (questo ovvimente a seguito di una valutazione personale).

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