Economia

Per ciascuna professione regolamentata esistono dei codici deontologici, in cui si descrivono le modalità di comportamento da tenere tra colleghi, colleghi e clienti e autorità pubbliche. La violazione comporta delle sanzioni, che possono essere a seconda della gravità della violazione anche pecuniarie o anche sino alla cancellazione dall’elenco.
Le sanzioni chiaramente hanno un proprio procedimento di attuazione e impugnazione; ciascun ordine professionale ha il potere di autoregolamentare anche il procedimento disciplinare in caso di contestazioni assegnate ai singoli iscritti.
Le sanzioni possono essere quindi ad esempio avvertimento scritto, cancellazione dal registro e di altri generi.
È presente nella responsabilità professionale una norma per cui viene determinato un esonero di responsabilità da parte del prestatore quando la complessità dell’incarico ecceda la capacità.
Quando la prestazione resa quindi sia di particolare complessità allora la responsabilità viene esclusa per colpa lieve: rimane la responsabilità in capo al prestatore per dolo o per colpa grave mentre invece viene sollevata la responsabilità quando vi sono problemi tecnici di particolare difficoltà che eccedono l’attività ordinaria.
Si risponde dei danni provocati dalla realizzazione della propria opera o servizi quando c’è o una intenzionalità nella realizzazione, in maniera sbagliata o comunque non consona ai dettami della migliore professionalità tipica di quella professione, quindi una violazione delle regole tecniche, oppure una grave situazione di grave negligenza di realizzazione dell’opera da cui scaturisce un danno al committente o a soggetti terzi.
Venendo chiamati alla progettazione di un ponte ad esempio, e nella realizzazione del ponte si sbaglia nella direzione dei lavori, si manca nelle verifiche o altri gravi errori dati dalla mancata professionalità tecnica che doveva essere per professione esercitata a questo punto è chiaro che i danni eventualmente provocati sono imputabili anche a chi progetta il ponte.
Se però i danni erano evitabili solo da un professionista particolarmente capace e non da un professionista medio vi è l’esonero della responsabilità se la colpa è lieve.

LE RETTIFICHE PER VARIAZIONI FINANZIARIE DA ESPLICITARE

Quando si parla delle rettifiche rappresentanti da variazioni finanziarie da esplicitare si intendono insiemi di rettifiche volte a individuare gli elementari
movimenti finanziari non concordanti tra loro che si possono compensare secondo una singola variazione grezza di un determinato valore fondo elementare.
Con questo tipo di rettifiche quello che si desidera ottenere è una scomposizione della variazione elementare grezza che compensa reali variazioni finanziarie discordanti.

Con le rettifiche per variazioni finanziarie da esplicitare quello che si vuole ottenere è una scissione del saldo compensato in quelle che sono le sue componenti
elementari di impiego e di fonte che non sono emerse tramite la variazione grezza.

Esempi sono:

1) Eliminazione di beni capitali, in presenza di nuove acquisizioni (ad esempio immobilizzazioni materiali e immateriali)
2) Accensioni di nuovi finanziamenti in presenza di rimborsi in atto (per capirci, questo è il caso dei mutui passivi) o concessione di nuovi finanziamenti
a terzi nel caso di rimborsi in atto per finanziamenti già concessi
3) Accantonamenti, utilizzi fondi spese, oneri e rischi

Si procede inserendo nella riga del foglio di lavoro intestata al fondo elementare un valore uguale ovvero il valore minore dei 2 flussi elementari.
Una volta fatto questo si sommerà lo stesso con l’omologo segno e valore nelle colonne delle rettifiche ottenendo così i flussi e gli impieghi necessari.

Si tratta di rettifiche PER RADDOPPIO.

1a) Le prime rettifiche sono quindi quelle che si hanno per eliminazione/acquisizione di beni materiali e immateriali quindi l’eliminazione di beni totalmente ammortati o parzialmente ammortati.

ACCENSIONE DI NUOVI FINANZIAMENTI A MEDIO – LUNGO TERMINE, IN PRESENZA DI RIMBORSI DI FINANZIAMENTI IN ATTO E CONCESSIONE A TERZI DI FINANZIAMENTI A MEDIO –
LUNGO IN PRESENZA DI RIMBORSI IN ATTO DI FINANZIAMENTI PRECEDENTEMENTE CONCESSI. In questo caso parliamo di mutui e del TFR. 3. ACCANTONAMENTO ED UTILIZZI DEI
FONDI SPESE, ONERI E RISCHI CHE MOVIMENTANO FLUSSI NON BREVE. Questi fondi sono: fondo imposte e tassa, fondo manutenzioni e
riparazioni e il fondo trattamento quiescenza. I fondi sono movimentati in avere per l’accantonamento o in dare per un eventuale utilizzo.

Saldi puri : accensione/rimborso mutui, TFR, acquisto/vendita titoli o partecipazioni, acquisto/vendita di beni durevoli che non si ammortano (punto 1 e 2). II) saldi spuri: oltre ai due movimenti finanziari del saldo puro, vi è un ulteriore movimento non finanziario. Quest’ultimo incide sul saldo, rendendolo appunto spurio. In questo caso si usa una tecnica rettificativa diversa. Il procedimento è: verificare che il saldo sia spurio; correggere il saldo da spurio a puro, eliminando ciò che rende spurio il saldo; si rettifica direttamente sul foglio di lavoro la variazione grezza; si verifica che essa sia un saldo puro; si procede all’esplicitazione inserendo il minore dei due flussi come scrittura di raddoppio.

 

Fonte: economia università

 

Per quanto riguarda la forma del rendicnto finanziario delle risorse globali possiamo dire che quest’ultima può essere contabile o scalare. Noi lo vediamo con forma contabile a sezioni divise e contrapposte. Per prassi si ha l’inversione delle sezioni cioè avere (fonti) e dare (impieghi).

La logica è che prima si acquisiscono risorse e poi si impiegano.

Contenuto: derivando dallo stato patrimoniale si può assumere tre forme: amministrativo contabile (italiano), finanziario e destinativo-soggettivo (tedesco). Noi l’abbiamo visto con l’amministrativo contabile negli articoli precedenti dove abbiamo classificato le poste secondo l’origine contabile dei flussi che in esso si trovano.

La classificazione è alfanumerica con lettere maiuscole e numeri romani.

Fonti

A) Risultato finanziario

B) Aumenti di CN

C) Aumenti di passività

– consolidate o a lungo

– correnti

D) Diminuzione di attività

– Fisse

– Circolanti

Tot fonti

Nft


IMPIEGHI

a) Risultato finanziario (neg)

b) Diminuzione di CN

c) Diminuzione di passività

–  a lungo

– a breve

D) Aumento di attività

– fisse

– circolanti

Tot impieghi

nft

 

** questi sono appunti di finanza, potrebbe non essere corretto lo schema di sopra per alcune voci, vi invitiamo a ricontrollarlo.


Questo rendiconto autopareggia perché tutte le risorse sono interne al fondo di riferimento. In questo rendiconto (ed è l’unico) manca la variazione del fondo di riferimento.

Scopo:

  1. 1) Serve per capire se la gestione economica genera o assorbe ricchezza finanziaria
  2. 2) Ci permette di fare due tipi di analisi: verticali e orizzontali. Verticali per studiare la composizione delle fonti e degli impieghi, orizzontale per studiare fenomeni di congruità tra fonti e impieghi. Quest’ultima analisi è collegata al controllo di un indicatore (il margine di struttura). Il rendiconto delle risorse globali è uno strumento utile sostanzialmente per aumentare le info sugli andamenti a lungo della situazione finanziaria.

Definizione rettifiche di NFT : sono operazioni in cui si ha contestualmente e contemporaneamente una fonte e un impiego di natura patrimoniale non intermediata da flussi finanziari. Diminuisce un elemento patrimoniale e contestualmente aumenta un elemento patrimoniale. I flussi patrimoniali sono quindi flussi di fonti che nascono già investiti, cioè flussi che non generano variazioni finanziarie ma incidono realmente sulla composizione e/o sul livello del fondo di riferimento. Pur eliminandole devo esplicitare perché incidono sulla composizione del fondo. Le colloco quindi nel rendiconto complessivo, sotto i totali dell’attivo e del passivo e inserisco poi movimenti originari in un’apposita tabella.

Casi: permuta di elementi attivi e passivi patrimoniali, apporto in natura dei soci, cessione di beni a fronte di riduzioni del cs o di riparto dell’utile, conversione obbligazionaria o altri debiti in azioni, produzioni interne (solo nel rendiconto di risorse globali).

Definizione: sono definiti saldi compensati quei valori ottenuti da due flussi finanzari tra loro discordanti, uno in entrata e uno in uscita (esempio: acquisto – vendita). Sono poste elementari non correnti, quindi rettifico per individuare i componenti elementari di Fondi e Investimenti, che non emergono dalla VG: esplicita il valore saldo, cioè lo trasforma nei due flussi componenti. Come avviene questo? La rettifica dei saldi compensati avviene in un’unica riga, tramite scrittura di raddoppio, inserendo il valore minore dei due movimenti. Chiudiamo con la logica la somma tra VG e rettifiche.

Saldi puri: i due movimenti sono ambedue movimenti finanziari (prestiti, tfr, fondo manutenzione e riparazioni cicliche, acquisti titoli, vendita titoli, acquisto beni, vendita beni, immobilizzazioni che non hanno ammortamento).

Saldi spuri: un saldo è spuro quando oltre ai due movimenti finanziari, abbiamo uno o più movimenti non finanziari. Se la VG è diversa dal saldo puro abbiamo che il saldo è spurio, quindi dobbiamo trasformarlo in puro eliminando l’elemento che lo sporca e lo rende spurio. Una volta ottenuto che la nuova VG corrisponde al saldo puro, dobbiamo esplicitarle (scrittura di raddoppio col minore dei due flussi e logica di somma). (Immunizzazione senza ammortamento, acquisizione e venita di immunizzazioni).

Parilamo in maniera schematica del foglio di lavoro per la costruzione del rendiconto a risorse globali: le rettifiche di variazioni contabili non finanziarie (quindi definiamo il tutto ed esponiamo brevemente alcuni casi operativi).

Come abbiamo già detto esistono essenzialmente 3 metodologie che permettono la costruzione dei rendiconti finanziari e sono i metodi matematici, i metodi a forma libera ed i metodi contabili.

Basandoci sul diverso fondo di riferimento inoltre si hanno tre tipi di rendiconti finanziari che sono:

  • Rendiconto a risorse globali
  • Rendiconto di capitale circolante netto
  • Rendiconto cash

Vediamo adesso le rettifiche all’inteno dei rendiconti delle risorse globali.

Cosa sono le rettifiche all’interno del rendiconto per le variazioni contabili non finanziarie?

Si tratta delle rettifiche volte ad eliminare variazioni meramente contabili, che non rilevano movimenti finanziari e quindi non derivano ne mettono in luce alcun movimento di approvvigionamento o impiego di risorse. Come si può quindi eliminarle? Per eliminare la variazioncontabile non finanziaria si possono usare diverse metodologie pratiche, le principali sono le seguenti:

  1. Scrittura inversa: nei conti che evidenziano la scrittura, nella terza coppia di colonne
  2. Logica sommatoria tra vg e rettifiche

I casi nel foglio di lavoro sono invece delle rivalutazioni e delle svalutazioni contabili, gli ammortamenti, i movimenti compensati entre le poste del netto.

 

Le 4 colonne del foglio di lavoro (rendiconto finanziario)

by Appunti di economia on

Prima colonna del foglio di lavoro:

Denominazione dei conti (contiene le poste di bilancio a partire dal fondo di riferimento che varia a seconda del rendiconto finanziario che si vuole costruire. Dopo avremo: attività esterne al fondo dalla più liquida alla meno liquida, passività esterne al fondo dalla più esigibile alla meno esigibile, e netto. Poi abbiamo il risultato di periodo cioè utile o perdita di esercizio t2 che sarebbe l’ultima voce dello stato patrimoniale e prima del conto economico.

Seconda colonna del foglio di lavoro:

Seconda coppia di colonne: variazioni grezze divise in dare e avere (contiene i valori grezzi già individuati per le voci di conto economico essendo già flussi. Da individuare per i valori patrimoniali facendo la differenza tra i valori in t2 e t1, ricordando dove la posta elementare viene collocata.

Terza colonna del foglio di lavoro:

La terza coppia di colonne sarebbe l’insieme delle rettifiche di dare e avere (da apportare alle variazioni grezze con logica contabile invertita o scrittura di raddoppio se è un saldo compensato -> individuando isolando e scartando ciò che non è realmente finanziario ed è presente nelle variazioni grezze, danno i valori contenuti nella successiva coppia di colonne).

Quarta colonna del foglio di lavoro:

Quarta coppia di colonne: impieghi e fonti (contengono gli impieghi e le fonti finanziarie o monetarie reali, effettive, elementari e netti che andranno a comporre il prospetto di rendiconto finanziario. I loro valori sono ottenuti con logica di sommatoria riga per riga dalle variazioni grezze e dalle rettifiche.

Cos’è il foglio di lavoro (definizione e appunti di economia)

by Appunti di economia on

Abbiamo tre metodi per la costruzione dei rendiconti finanziari.

  • Metodi in forma libera
  • Metodi matematici
  • Metodi contabili (si utilizzano scritture in partita doppia)

Si usano due strumenti:

  1. Foglio di lavoro (possibilità di creare rettifiche partendo dalle scritture iniziali per trasformare variazioni contabili in flussi finanziari e monetari)
  2. Conti a T

Per la costruzione dei rendiconti finanziari con metodo contabile che utilizza il foglio di lavoro, abbiamo bisogno di:

  1. due stati patrimoniali consecutivi
  2. un conto economico intermedio

Non possiamo inserire compensi di partita, cioè:

  • Fondo ammortamento
  • Fondo svalutazione ed eventualmente fondo oscillazione
  • Risultato di periodo

perchè vogliamo tutti i flussi elementari.

Dobbiamo utilizzare lo stato patrimoniale riclassificato e il conto economico a costi, ricavi e rimanenze.

Vogliamo tutti i flussi finanziari senza riferimento alla loro temporalità, cioè senza la distinzione dei fondi di parte a breve e in parte a lungo (non splitting ad eccezione del capitale circolante netto). Il foglio di lavoro si compone in nove colonne, dalla prima colonna in poi si va per coppie di colonne.

Vai all’elenco delle colonne del foglio di lavoro >>

 

Il Roe è un indice fondamentale nell’analisi economica dei bilanci aziendali, la sua sigla sta per Return on equity e sta a significare quindi il ritorno d’investimento nel capitale proprio ovvero il rapporto:

RICAVI NETTI / PATRIMONIO NETTO

Il ROE è l’indicatore primario per lo studio della redditività netta dei soci; il roe indica infatti le redditività del capitale proprio  e deriva da rapporto tra il risultato netto (utile/perdita) e patrimonio netto: Rn/Pn.

Il ROE invece dipende da 2 gestioni, ovvero dalla gestione operativa e dalla gestione finanziaria. La gestione operativa si indica con ROIg e rappresenta la redditività degli investimenti aziendali (ROIg = Km).

La gestione finanziaria è invece rappresentata dal rapporto di indebitamento proprio della società e tale rapporto può essere indicato sia in forma diretta (Tn/Pn), sia in forma indiretta (Kn/Pn).

La forma diretta esprime la proporzione tra finanziamenti da terzi e finanziamenti propri.

FORMA DIRETTA ROI (gestione finanziaria) =

FINANZIAMENTI DI TERZI /FINANZIAMENTI PROPRI

La forma indiretta del ROI esprime la proporzione esistente fra finanziamenti da terzi e finanziamenti propri. Mentre la forma indiretta dice la proporzione esistente tra investimenti aziendali e finanziamenti propri.

Dunque il ROE si può esprimere come il risultante di 3 fattori:

ROE = (ROG/Investimento aziendale) x (Investimento aziendale/patrimonio netto) x (Risultato netto/Rog) =

ROE = Rog/km x km/Nm x Rn/Rog

Il primo fattore è il ROIg, il secondo è il leverage indiretto ed il terzo indica l’incidenza delle gestioni finanziaria, straordinaria e fiscale sull’utile. Tale prodotto è denominato il primo coordinato del ROE.

Supponendo che il primo ed il terzo fattore rimangano costanti, l’unico fattore variabile è il rapporto di indebitamento diretto. Siccome le attività posso finanziarle con cap proprio o con quello di terzi Km = Tn + Nn, per cui il rapporto diventa (Tn+Nn)/Nn, ovvero 1 + Tn/Nn.

Questo vuol dire che tale rapporto, e quindi anche il ROE, cresce al crescere del rapporto di indebitamento diretto. Per cui il ricorso al debito, in una maniera non esagerata, aumenta la redditività netta dei soci.

 

Abbiamo già parlato di cosa sia lo stato parimoniale civilistico e a che cosa serva (in breve ricordiamo che questo schema serve per trovare il capitale di funzionamento della società ed il totale delle attività e passività dell’azienda nel determinato periodo in cui è redatto lo stato patrimoniale) ma non abbiamo ancora citato quali siano i suoi presunti limiti e in che cosa questo schema abbia ricevuto più critiche.

Secondo la visione di alcuni lo stato patrimoniale civilistico non darebbe abbastanza spazio alle attività e passività a breve termine oltre che a quell’insieme di operazioni che vengono svolte da imprese consociate.

Altri difetti dello stato patrimoniale civilistico

Un altro punto spesso contestato è il fatto che lo stato patrimoniale civilistico sia stato scritto fornendo un’importanza troppo elevata a ratei e risconti che occupano una parte molto rilevante dello schema, inoltre per molti è sempre sproporzionato l’insieme dei crediti verso soci.

Altri “difetti” che vengono evidenziati da molte persone nel campo della contabilità sono il fatto di non avere una sotto classificazione finanziaria per i fondi rischi ed oneri; inoltre i debiti non vengono suddivisi per il periodo di tempo di cui si prevede il rimborso ma secondo lo schema di classificazione per natura.

Tutto questo infine scoraggia le analisi di tipo verticale e orizzontale che sono molto comuni nell’analisi di bilancio e possono portare alla costruzione di indici realmente utili all’azienda.