Nov 10, 2018

Le mansioni del lavoratore dopo la riforma del Jobs Act

by Appunti di economia on

Le mansioni sono fondamentalmente l’oggetto della prestazione lavorativa. Si tratta dell’insieme dei compiti che il lavoratore dovrà adempiere nel rapporto di lavoro, elencate nel contratto di lavoro.

Dagli anni 70 in poi, mentre prima vi era una distinzione più netta tra le categorie di impiegati e operai, si arriva all’inquadramento unico.
Quando si ha una modifica delle mansioni associate al lavoratore questa può essere dall’ambito della categoria di appartenenza sino ad arrivare a un settore completamente diverso.
Ma qual’è l’interesse che sta dietro alla necessità di modificare le mansioni di lavoro? Spesso l’interesse è quello del datore di lavoro, che ha bisogno di maggiore flessibilità.
Si è avuta con il Jobs act una modifica (nel 2015) dell’articolo 2103, con uno spostamento del baricentro dalla tutela del lavoratore ad un interesse più organizzativo ed economico.
Viene meno il concetto di equivalenza, importante perché così si è permessa una modifica in peius delle mansioni del lavoratore.
Il mutamento delle mansioni deve essere necessariamente accompagnato dalla formazione del lavoratore per il nuovo compito.
Mansioni di tipo inferiore possono essere previste come assegnazione nei contratti collettivi, a patto che siano appartenenti alla medesima catergoria legale.
Il cambiamento della mansione è necessario che sia comunicato in maniera scritta, a pena di nullità; inoltre il lavoratore ha il diritto alla conservazione dell’inquadramento e del trattamento retributivo fino ad allora conseguito.
Dopo la modifica del 2015 si ha che attraverso accordi individuali è possibile stipulare degli accordi con il lavoratore e assumere una qualifica inferiore rispetto a quella di assunzione.

Esistono tre tipolgie di mutamento delle mansioni: orizzontale, demansionamento e infine la modifica in melius (che non è detto sia definitiva).
Quando si ha la modifica in melius è possibile che il lavoratore sia chiamato a svolgere una mansione superiore per un lasso di tempo limitato, senza che queste mansioni si consolidino e diventino definitive.
Dopo sei mesi il lavoratore acquisisce automaticamente il livello di inquadramento superiore. Naturalmente il dipendente assegnato alle mansioni durante il periodo dei sei mesi sarà inquadrato nel suo livello ma riceverà una retribuzione superiore; dopo i sei mesi rientrerà nel livello superiore sia dal punto di vista della retribuzione sia nell’inquadramento.

Quindi riassumendo si è avuto un mutamento delle mansioni unilaterali (se rimanenti all’interno dello stesso livello di categoria), un mutamento unilaterale in un livello inferiore (se vengono modificati gli assetti organizzativi aziendali in maniera da incidere sulla posizione del lavoratore), nuove ipotesi che possono essere previste tramite il contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL).
Ad ultimo è possibile anche compiere accordi in sede protetta per modificare le mansioni anche in peius.

 


Appunti di economia e diritto condivisi da studenti universitari

Quali sono le fonti del diritto internazionale del lavoro?

by Appunti di economia on

Prima di rispondere a queste domande sarà meglio chiarire quali siano le fonti del diritto internazionale del lavoro: sono sicuramente le convenzioni e le raccomandazioni raggiunte tramite l’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro) e le interpretazioni di queste effettuate tramite la case-law dagli organi che si occupano di supervisionare l’OIL stesso.

A queste fonti vanno aggiunte le “risoluzioni”, ovvero quegli strumenti che vengono impiegati dalle conferenze internazionali del lavoro per temi particolari.

Importante a questo proposito è la costituzione dell’OIL, che contiene misure riguardanti il funzionamento dell’OIL e sui suoi organi, oltre che principi generali che contribuiscono a rappresentare una fonte diretta del diritto internazionale del lavoro.

Quali sono i principi che vengono fatti rispettare agli stati membri iscritti all’OIL?

  1. 1) Abolizione del lavoro forzato
  2. 2) Abolizione del lavoro minorile
  3. 3) Libertà sindacale
  4. 4) Divieto di discriminazione

Oltre alla costituzione per quanto riguarda l’OIL sono di fondamentale importanza anche le convenzioni e le raccomandazioni. La differenza tra convenzioni e raccomandazioni è che le prime impongono degli obblighi agli stati membri che le rattificano mentre le raccomandazioni servono più a creare delle linee guida, e non sono quindi obblighi ma indicazioni di principi da seguire per gli stati.

Infine, ultima fonte del diritto internazionale del lavoro nell’UE sono gli accordi che vengono stipulati dall’Unione Europea con i vari stati non facenti parte dell’unione o con altre organizzazioni di natura internazionale.